Samsung entra nella realtà virtuale

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Un orologio ‘smart’ che non funzioni più solo abbinato a uno smartphone, ma che lo sostituisca del tutto per chiamate, messaggi e invio di posta. Uno ‘smartwatch standalone’.  A questo progetto, secondo il Wall Street Journal, sta lavorando Samsung che già presidia il mercato degli smartwatch con più di un modello in vendita (Galaxy Gear e Galaxy 2). 

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Sempre secondo indiscrezioni, questa volta di Engadget, Samsung starebbe sviluppando una sua versione di ‘Oculus Rift’, occhiali per la realtà virtuale.    

 

Senza smartphone  A differenza di quelli in commercio il nuovo smartwatch sostituirà il telefono: non funzionerà abbinato a uno smartphone ma ne integrerà le funzioni, a partire dalla possibilità di fare e ricevere telefonate. Sarà in grado di scattare foto, spedire mail e avrà Gps integrato, scheda Sim, connettività Bluetooth e sensore per battito cardiaco.

 

Dovrebbe funzionare col sistema operativo Tizen, e non con Android di Google. Il progetto, scrive il Wsj, sarà svelato nei prossimi mesi.     Realtà virtuale In più Samsung starebbe lavorando a una sua versione di Oculus Rift, acquistato da Facebook per due miliardi di dollari, o simile a ‘Morpheus’, di Sony.

 

Per Engadget il dispositivo di Samsung – a scopo ludico – funzionerà abbinato a uno smartphone Galaxy e sarà presentato entro l’anno. Alcuni prototipi sarebbero già nelle mani di sviluppatori. 

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How to Use Augmented Reality in the Classroom

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So wouldn’t it be wonderful if our mobile phone see and recognize the world as we do. Like walking and seeing the object and able to recognize information about the object in the same way our brain does. Such things may seem like you as science fiction but now this can actually possible with Augmented Reality.

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What is Augmented Reality?

Augmented Reality is a kind of computer-generated reality that intent to duplicate the world’s atmosphere in a computer system. An augmented reality technology creates a combined view for the user. This composite view consists of real scene viewed and a computer-generated scene with additional information about the object or a place.

 

How Does Augmented Reality Work?

Generally augmented reality (AR) works on two methodologies:

Marker-based
Location-based

Marker-Based: Markers based AR works on software recognize in a specific pattern, like a symbol or barcode. In this, when a camera points on an object, it creates a digital image on the screen.

 

Location-Based: Location-based app utilized the capability of a specific device to record the object’s position in the globe. It is then provide data about the object that is appropriate to the location. You can use location-based AR to find your way around in an unknown city, recalling where you have parked your car, finding the name of stores, places, mountains, stars in the sky or anything anywhere.

 

Augmented Reality in Education

 

It may seems to be little surprising but in present scenario around 71 percent of people aged between 16 to 24 years old possess smartphone. So why aren’t teachers using AR technology for engaging their students; I think they should. Augmented reality helps teachers to add digital contents with lot of information as well as geographic locations about a place or object. Digital information appears on the screen when you scan any object or place using your tablet, phone or smart devices with AR technology. This digital information is gathered from 3D models, various website, video, etc.

How to Use Augmented Reality in the Classroom

 

Augmented reality can be best used in the classroom for creating interactive assignments that includes moving through the campus as well as nearby place. Here are some of the possible uses of augmented reality in the classroom.

 

Homework: When scan the student homework page; they can see the video of their teachers assisting them in solving a problem.

Photo Wall: Display the photographs of the faculty or teacher at the display board. Students can scan the image and get all the information related to their teacher. It helps them to know about their teachers well.

 

Book Review: By scanning the cover image of a particular book, students can get the overview of that particular book.

Deaf Students: Using AR technology flashcard of vocabulary, students can see the video of that demonstrates how to sign a phrase or word.

See on edtechreview.in

Google Sets Glass Sights on Travel

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Shortly after announcing Google Glass is now on sale to anyone willing to drop $1,500 for a pair, Google also unveiled a new suite of apps for the augmented-reality smart glasses, all geared towards the situation in which they’re arguably best-suited at the moment: travel. To help you keep your head up and eyes on the sites—FourSquare, OpenTable, TripIt, and WordLens.

 

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“A great example of this is if I’m on my way to the airport in a cab and I’ve got my phone out looking at my itinerary, that makes sense. But once I get out of that cab and I’ve got my bags and I’m hustling to the gate and I don’t know what gate it is, suddenly reaching into my pocket and unlocking my phone, and opening that app becomes such a challenge," says Timothy Jordan, Senior Developer Advocate at Google.

 

You can use FourSquare for checking in and finding places to go without having to bury your face in your phone. Same goes for OpenTable when it comes to making a reservation, and TripIt, the app that’ll help with that running through the airport scenario.

“The difference is you wouldn’t have to get your phone out if you get an alert because your flight’s delayed it would appear right in your field of vision so you wouldn’t have to worry about holding a cup of coffee or walking through the airport holding your roller bag," says TripIt’s Amy Jackson.

 

Perhaps Glass’ most killer app of the moment, though, especially while overseas, is WordLens. All four apps are available on Glass today, as well as an update to Google’s FieldTrip app that allows you to easily find all the cool stuff around you from museums to restaurants, all by simply telling your glasses you feel like exploring a bit.

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Le nuove frontiere dei tablet? Sensori 3D e visori virtuali. Ecco a cosa stanno lavorando Google e Samsung

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Il cappello è quello del “Project Tango”, il cui fine è quello di dotare i device mobili Android, e nella fattispecie gli smartphone, di capacità di comprensione degli spazi e dei movimenti di livello umano. L’ultima idea cui sta lavorando Google in questa direzione, e lo documenta con dovizia di particolari l’edizione online del Wall Street Journal, non è un telefonino bensì un tablet con schermo da 7 pollici, capace di catturare immagini in tre dimensioni di oggetti e ambienti chiusi che gli stanno intorno.

 

Detto che le possibili applicazioni di questa tecnologia sono sulla carta parecchie, a Mountain View sarebbero di fatto pronti per dare il via (il mese prossimo) a una prima produzione limitata di circa 4mila tavolette in grado di vedere e registrare “cose” in 3D. I prototipi, come scrive il Wsj, sarebbero messi in mano a un selezionato gruppo di sviluppatori per studiare le migliori soluzioni (app e non solo) per rendere questa tecnologia vendibile al grande pubblico. Il battesimo ufficiale del tablet, in ogni caso, potrebbe materializzarsi a fine giugno, in occasione dell’annuale appuntamento con la Google I/O conference

 

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La particolarità del prodotto cui sta pensando BigG risiederebbe sostanzialmente in alcune sue doti teciche, simili a quelle del primo prototipo di smartphone Tango: le due videocamere posteriori, una batteria di sensori di profondità a raggi infrarossi e un avanzato software di gestione delle immagini in 3D. Si diceva delle sue possibili applicazioni: c’è chi dice che potrebbe essere impiegato come supporto digitale per i non vedenti, fornendo loro indicazioni passo-passo per muoversi all’interno di un edificio, piuttosto che mettere la sua intelligenza al servizio dei robot o diventare un complemento perfetto per le interfacce gesture dei videogiochi (in aperta concorrenza con il Kinect di Microsoft).

Alla base di Tango, questa la riflessione che si può fare sin d’ora, in attesa di vedere all’opera il nuovo device, c’è un approccio alla nuova frontiera della realtà virtuale, da parte del colosso californiano, decisamente diversa dagli altri colossi hi-tech. Mentre Sony (con il Project Morpheus), Facebook (con l’acquisizione di Oculus VR) e altri stanno accelerando sul fronte degli strumenti per creare una realtà alternativa in cui l’utente può immergersi, Google punta invece in modo dichiarato a sviluppare dispositivi (vedi i Google Glass) capaci di aumentare la realtà in cui le persone vivono quotidianamente.

 

Attraverso i dispositivi indossabili come gli occhiali ma anche per mezzo di smartphone e tablet. O, e qui abbracciamo un altro dei filoni che in quel di Mountain View vanno per la maggiore, quello dell’intelligenza artificiale applicata alle auto che si guidano da sole. Macchine che saranno in grado di creare mappe tridimensionali degli spazi in cui il mezzo si muove, sfruttando sensori e software per la gestione delle immagini virtuali.

L’indossabile coreano che fa il verso all’Oculus Rift 

Smartwatch e braccialetti sono già a catalogo; gli occhiali in realtà aumentata dovrebbero esserlo entro fine anno. In casa Samsung la questione "wereable" è sicuramente una delle priorità per diversificare ulteriormente i mercati di sbocco e lo confermano anche le ultime indiscrezioni pubblicate dal blog tecnologico Engadget circa un fantomatico caschetto per entrare nel mondo della realtà virtuale.

Il nuovo gadget indossabile del colosso coreano sarebbe, il condizionale è d’obbligo, già in fase di test presso alcuni sviluppatori selezionati e potrebbe debuttare sul mercato prima delle prossime vacanze natalizie. Perfettamente compatibile con i prodotti top di gamma attualmente in commercio, come i Galaxy Note 3 e il Galaxy S5, il visore si presenterebbe come ideale prodotto "companion" degli smartphone in rampa di lancio nei prossimi mesi, vedi per esempio il Note 4 atteso al varo all’Ifa di Berlino.

 

Le funzionalità del visore, che sfrutterebbe un display Oled per la riproduzione delle immagini processate in realtà virtuale ma non è chiaro se e come saprà tracciare i movimenti della testa, dovrebbero essere controllate dalla piattaforma operativa Tizen, la stessa che Samsung ha deciso di impiegare sulla nuova generazione di orologi e braccialetti Gear. Sulla questione ci sono comunque pareri discordanti.

 

Si rivolgerà anch’esso agli appassionati di videogame, in diretta concorrenza con l’Oculus Rift e il Morpheus di Sony, apparecchi rispetto ai quali costerebbe meno e arriverebbe prima nei negozi? É molto probabile. Anzi quasi certo. Così come è scontato il fatto che si tratti di un prodotto che richiede una certa potenza hardware per poter offrire la massima esperienza di realtà aumentata.

 

Non è invece noto se la nuova creatura della galassia "wereable" di Samsung si connetterà allo smartphone o al tablet via cavo o via wireless e come gli attuali giochi sviluppati per dispositivi Android saranno in grado di funzionare con uno schermo per la realtà virtuale. Il chaebol coreano, in ogni caso, appare pronto a giocarsi questa sfida, per quanto l’accoglienza riservata ai suoi primi prodotti indossabili (i Gear di prima generazione) sia stata parecchio freddina.

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Comune di Macerata – Click and start! Passeggiate digitali dal web alla realtà aumentata

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Una piazza virtuale dove i giovani possono trovare servizi legati alla carta studenti e informazioni su quanto la città offre. E’ il nuovo portale www.maceratadigitale.it che è stato presentato nel corso dell’iniziativa Click and start, svoltasi nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi-Borgetti. Il portale è un nuovo servizio realizzato grazie al  progetto Macerata digitale una rete in comune da Comune, Provincia, Università, Accademia, Ersu, Confcommercio e Confesercenti, Strade d’Europa e Laboratorio giovanile sociale. Presenti il sindaco Romano Carancini, Testimonial Francesco Micheli, direttore di Macerata Opera Festival, il rettore dell’Unimc Lacchè e la direttrice dell’ABAM Paola Taddei e la vice sindaco e assessore alle politiche giovanili Federica Curzi che ha curato il progetto. 

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Durante Click and start! focus anche sui luoghi della Realtà Aumentata (AR) presentati da Giuliana Guazzaroni del team The Round che ha curato la progettazione e lo sviluppo delle installazioni virtuali fruibili con smartphone.

 

Queste, completamente rinnovate ed arricchite di contenuti, valorizzano dieci punti di interesse della città, ciascuno dei quali è presentato da un personaggio maceratese, che ne diventa un testimonial intessendo la trama di quei luoghi per narrare una storia.

 

Ognuno di questi luoghi è inoltre legato ad una tematica accuratamente studiata per accogliere i visitatori, i viaggiatori, gli studenti con tante informazioni e suggestioni che connotano nel contempo il profilo autentico della città  anche attraverso foto, video, notizie sui personaggi per arricchire la percezione dei luoghi attraverso la rete.

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