Le mascotte di Les Doodingues prendono vita con la realtà aumentata

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Le confezioni di cereali e succhi di frutta diventano strumenti di intrattenimento divertenti e interattivi grazie alla realtà aumentata.

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Usare delle divertenti mascotte per far conoscere meglio i propri prodotti ai bambini non è una strategia nuova, ma il marchio francese di alimenti per ragazzi “Les Doodingues” ha fatto un passo ulteriore: ha portato in vita i sei verdi protagonisti delle sue confezioni con “La Collec’ des Doodingues”, un’applicazione mobile in realtà aumentata compatibile sia con i dispositivi Androis  che con quelli iOS.

 

Quando hanno tra le mani una scatola di merendine, per esempio, i bambini possono inquadrarla con un tablet o uno smartphone, selezionarla dal catalogo, e visualizzare sullo schermo la versione tridimensionale di Fredoo, Dooris,

 

Doominique, Poupidoo, Dooxter, Doonut che si anima, balla, corre e si muove tra le confezioni di cibo. I particolari delle loro avventure possono essere fotografati e condivisi con i parenti e gli amici, mentre con un altro gioco, “Le lancer de Doodingues”, i personaggi vengono “lanciati” sullo schermo verso un determinato obiettivo per sbloccare ulteriori contenuti interattivi.

 

I contenuti tridimensionali animati aggiunti dalla realtà aumentata aiutano i ragazzi e le loro famiglie a familiarizzare con i nuovi prodotti e con lo spirito del brand, che può così avvalersi di una comunicazione coinvolgente e innovativa.

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Metaio to Unveil First Hands-Free Car Manual on Google Glass

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Metaio, world leader in augmented reality (AR) software and solutions, today announces the development of the first-ever hands-free, marker-less augmented automotive manual using Google Glass. Metaio will additionally update and optimize its core technology and leading augmented reality platform to accommodate the major wearable device providers like Epson, Google and Vuzix, all of which will be presented October 10-11 in Munich at Metaio’s annual technology conference, InsideAR.

 

augmented world‘s insight:

The hands-free interactive car manual prototype developed by Metaio will be the first time that augmented reality on wearable computing will be shown to be productive and commercially viable.

 

Metaio R&D developed this new prototype as a proof-of-concept of the capabilities of its AR platform on wearable devices. A new type of 3-D tracking and recognition technology engineered by Metaio utilizes CAD models to recognize and overlay 3-D content onto the real world counterpart. Since no markers, GPS or point clouds are required, the stability of the augmented reality experience increases dramatically, while remaining almost immune to variable lighting, glare, position, and other environmental factors that tend to interfere with vision-based experiences.

See how the technology works in the video: http://youtu.be/HPlaa1xhX4s

 

Metaio will update its leading augmented reality platform to include the incredible new tracking technology presented in the demo, in addition to adding support for major wearable computing devices, including Epson Moverio, Google Glass and Vuzix M-100.

 

And looking toward a wearable ecosystem, Metaio will upgrade 3-D and 2-D visualization to include programmable shaders and other camera optimizations that will allow for more robust tracking and an overall more realistic user experience.

 

InsideAR attendees will get the chance to try the demo on Google Glass, along with many other wearable demos that feature hands-free augmented reality. Developers and non-developers alike can learn how they can use the Metaio AR platform to build next-generation wearable apps, with the Metaio SDK, Creator and Cloud services.

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Una birra in realtà aumentata

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Tovaglie, sottobicchieri, adesivi e tovaglioli grazie alla realtà aumentata possono raccontare una storia. In questo caso la protagonista è la birra belga del marchio Chouffe, che con un’iniziativa spiritosa vuole narrare le origini di La Chouffe, Houblon Chouffe e Mc Chouffe, le tre birre più conosciute, attraverso le vicende dei tre piccoli gnomi che portano gli stessi nomi.

 

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La saga familiare può dunque prendere vita sui dettagliati disegni che illustrano diversi episodi della vita dei tre gnomi, che diventano animati e tridimensionali quando li si inquadra con uno smartphone: il merito è dell’applicazione mobile in realtà aumentata “Summon the Chouffe”, creata dall’agenzia di comunicazione Phun&Dunn, in collaborazione con Metaio e ApptitudeDigital e disponibile sia per il sistema iOS che per Android. 

 

Oltre a guardare e interagire con le avventure dei tre buffi personaggi, l’applicazione permette anche di scegliere uno sfondo divertente e farsi fotografare con il cappello da gnomo in testa, condividendo poi l’immagine con gli amici sui più famosi Social Network.

 

La realtà aumentata e la comunicazione mobile consentono, dunque, agli utenti di conoscere, in modo divertente e coinvolgente, alcuni particolari della storia del marchio di birra, e a quest’ultimo di valorizzare e diffondere il proprio carattere spiritoso e creativo.

See on www.phunanddunn.com

La realtà aumentata per Playstation4 è The Playroom

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Riempire il pavimento della propria stanza di mini robot che danzano e possono essere lanciati in aria con le mani, aprire una bottiglia di spumante virtuale, e disegnare un oggetto 3D per giocarci poi sullo schermo: sono alcune delle possibilità offerte dalla realtà aumentata alla Playstation4.

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Anche la Playstation 4 dà una marcia in più alla qualità dei suoi giochi con la realtà aumentata. All’ultimo Tokyo Game Show, annuale fiera del videogioco giapponese,Sony ha mostrato le versioni demo di “The Playroom”, la serie di mini-giochi abbinata alla famosissima piattaforma di videogame, la cui ultima versione uscirà il prossimo novembre in Europa e America. 
I nuovi controller wireless DualShock 4 con touchpad, e la “Light Bar”, che permette alla console, grazie all’integrazione con la Playstation Camera, di riconoscere la posizione del controller nello spazio, sono gli innovativi strumenti che fanno entrare la realtà aumentata direttamente nel salotto di casa.
Muovendo le dita sul touch pad si può non solo chiamare il robottino “assistente” che vola intorno alla stanza e può essere toccato, ma anche far uscire moltissimi robottini danzanti che riempiono velocemente il pavimento e reagiscono ai movimenti delle mani e dei piedi dei giocatori. L’integrazione di Playroom con altri dispositivi touch screen permette inoltre un ulteriore, affascinante livello di personalizzazione: si può infatti disegnare e colorare sullo schermo un oggetto o un personaggio che verrà poi trascinato con il dito e “lanciato” sullo schermo tv, dove diventerà tridimensionale e potrà interagire attivamente con gli altri robottini.
Ma non è finita qui: se si è in due si può giocare alla versione in realtà aumentata di “air hockey”: un campo virtuale con le due porte ai lati viene proiettato sullo schermo, e muovendo il proprioDualShock 4, oltre a lanciare la palla e difendere la propria porta, è possibile allungarlo e deformarlo liberamente; il tutto grazie alla “Light Bar”. La sensazione di poter davvero interagire con gli elementi virtuali grazie alla realtà aumentata è ulteriormente valorizzata dalla possibilità di “shakerare” una bottiglia di spumante virtuale e spargere le bollicine su tutto il pavimento.
Con la realtà aumentata, dunque, il livello di coinvolgimento del giocatore nelle dinamiche del videogame e di interazione con i personaggi diventa molto alto, anche quando l’ambiente di gioco è il salotto di casa.

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Editoria, Legnini: Come in Francia

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‘Avvieremo un tavolo con Google per trovare un compromesso come in Francia’

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Ma su questa ipotesi il presidente dell’Antitrust Pitruzzella ha espresso forti perplessità, sostenendo che non sarebbe ‘compatibile con i principi concorrenziali’. Meglio una Legge come in Germania.

 

Il Rapporto FIEG, che illustra lo stato della stampa italiana dal 2010 al 2012, evidenzia un quadro desolante per l’editoria italiana e la necessità di urgenti interventi per porre riparo a una situazione che produrrà conseguenze economiche a catena per tutta la filiera (Leggi Articolo Key4biz).

Il governo ha cominciato a fare i primi, seppur ancor timidi, passi per gestire i problemi del settore e avviare iniziative atte a fronteggiare la crisi.
Il Sottosegretario all’Editoria, Giovanni Legnini, intervenuto stamani alla presentazione del Rapporto FIEG e, in merito alla relazione tra giornali e web company ha dichiarato che “Il modello francese mi convince molto. Puntiamo a un modello negoziale”.

La Francia ha, infatti, trovato una soluzione di compromesso alla querelle che opponeva gli editori a Google, in merito agli articoli indicizzati dal motore di ricerca per i quali la compagnia americana non pagava alcuna royalty. La soluzione è stata la creazione di un fondo da 60 milioni di euro – interamente finanziato da Google – per i progetti d’innovazione tecnologica degli editori (Leggi Articolo Key4biz).

Un modello negoziale che piace appunto al Sottosegretario all’Editoria, che stamani ha annunciato che sarà avviato un tavolo con i motori di ricerca per tentare di ottenere un loro contributo per il settore come in Francia. Legnini ha poi precisato che “le risorse vanno recuperate muovendosi nel campo dell’editoria, guardando ai comparti che presentano il segno più”.

Sull’argomento è intervenuto nei giorni scorsi anche il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella che invece reputa che per l’Italia una soluzione alla francese non sembrerebbe compatibile con i principi concorrenziali (Leggi Articolo Key4biz). Il presidente dell’Autorità vedrebbe meglio una legge su modello di quella tedesca che assegna agli editori l’esclusivo uso commerciale dei loro contenuti digitali. Le norme non si estendono ai cosiddetti ‘snippets’ (stralci dei testi giornalistici) (Leggi Articolo Key4biz).

Ieri pomeriggio, intanto, Legnini ha riunito in un apposito tavolo editori e giornalisti con l’obiettivo di rifinanziare le misure della legge 416 ma anche di affiancare una serie d’interventi a favore di nuovi ingressi occupazionali, soprattutto dei giovani, secondo la linea generale del governo.

Legnini ha ammesso la presenza di segnali contradditori nei primi atti di Parlamento e governo, a partire dal taglio ai fondi per l’editoria del 2015, sino all’aumento dell’Iva sui prodotti distribuiti con giornali e periodici, ma ha sottolineato la volontà di procedere sulla strada del reintegro del fondo, anche ricercando nuove risorse, guardando anche in direzione dei motori di ricerca che andranno sollecitati a fornire un contributo al progetto di innovazione del sistema.
Il fondo per l’editoria è, infatti, calato da 700 milioni di euro nel 2005 a 95 milioni nel 2012, importo che rappresenta lo 0,01125% del bilancio dello Stato.
Il progressivo passaggio verso il digitale e le spinose questioni legate al diritto d’autore necessitano, per Legnini, un grande progetto di innovazione attraverso atti normativi e nuove risorse finanziarie.

Tra le iniziative a breve il Sottosegretario per l’editoria ha annunciato la convocazione della Commissione per l’equo compenso ai giornalisti per il prossimo 13 giugno.

Intanto anche l’Associazione Italiana Editori (AIE) ha sottoscritto l’Appello che chiede al Presidente Napolitano al Premier Letta e ai ministri Bray per i Beni Culturali e Carrozza dell’Istruzione, Università e Ricerca la deducibilità del 50% della spesa per libri come “stimolo e sostegno all’industria culturale del Paese”.

Promosso dal professor Enrico Malato del Centro Pjo Raina, l’Appello è stato subito condiviso da decine tra le più influenti e prestigiose Fondazioni, Accademie e Istituti culturali italiani: dall’Accademia nazionale dei Lincei a quella della Crusca, fino all’Unione accademica nazionale, dalla Casa di Dante alla Società geografica italiana.

Dal 2011 al 2013, il mercato editoriale è precipitato del 15%. E’ quanto risulta dai dati distribuiti in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino (Leggi Articolo Key4biz). Da qui la necessità di prendere una posizione.
Nell’Appello si legge che si potrebbe, quindi, prevedere una deducibilità del 50% della spesa documentata per acquisto di libri, entro un minimo di spesa di 1000 euro e un massimo di 2000; con eventuale incremento del minimo deducibile per i docenti, riconoscendo loro il diritto di ‘aggiornamento professionale’.

Riguardo, invece, al decreto Ecobonus è intervenuto il presidente dell’AIE, Marco Polillo, che ha espresso la propria preoccupazione dopo la conferma della previsione di un incremento dell’Iva per tutti gli abbinamenti editoriali, non solo in riferimento ai gadget ma anche ai beni che integrano e sono di complemento ai libri e periodici e sono pertanto funzionali al loro utilizzo.
Se il provvedimento fosse confermato, ha proseguito Polillo, si arrecheranno “gravi danni ai consumatori e agli editori, aggravando una situazione già difficile per l’editoria libraria”. Ma perchè nessun riferimento all’IVA per gli eBook?

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